IL VALORE DELL'INSEGNAMENTO: PERCHE' LA PRATICA DELLO YOGA NON E' (E NON PUO' ESSERE) GRATUITA.
Premessa dell'autrice:
Tutto ciò che leggerete in questo articolo non nasce da una teoria astratta, ma dall'esperienza diretta maturata sulla mia pelle in anni di vita e di insegnamento, osservazione e pratica. Attraverso lo Yoga si impara ad aprire gli occhi e a guardare la realtà per quella che é: un percorso di consapevolezza che passa necessariamente dal riconoscimento del valore reale delle cose e di se stessi
Nel mondo dello Yoga si da ancora per scontata l'aspettativa della prova gratuita - un abitudine spesso alimentata dagli stessi centri e insegnanti online che svendono il proprio lavoro pur di attirare persone - o l'idea che l'INSEGNAMENTO di questa disciplina debba essere svenduto. E' una visione fuorviante che svaluta una professione fatta di impegno, competenze e presenza.
Pensiamo alla vita di tutti i giorni: quando si va dal fornaio ad acquistare il pane, quando si prenota un massaggio, quando ci si iscrive in palestra, quando si richiede una consulenza o quando si paga un qualsiasi corso scolastico, artistico o sportivo, nessuno regala il proprio lavoro. Paghiamo il valore di ciò che riceviamo, senza discussioni. Perché allora il lavoro di un insegnante di yoga viene così frequentemente sottovalutato rispetto a qualsiasi altro insegnamento oi servizio professionale?
Un limite culturale italiano e le nuove generazioni
Va detto con chiarezza: questo atteggiamento di prendere "sotto gamba" la professionalità nello Yoga è una dinamica tipicamente italiana. Parlo per esperienza. All'estero la prospettiva è completamente diversa: si comprende profondamente che investire nella salute, nella prevenzione nel benessere psicofisico ha un costo ed è assolutamente normale e doveroso pagare per questo.
In Italia la strada è ancora lunga, ma noto con gioia piccoli segnali di risveglio: cominciano ad arrivarmi notizie di una minoranza di giovani insegnanti e praticanti delle nuove generazioni che si stanno dimostrando più consapevoli, pronti a restituire dignità al lavoro dell'insegnante e a riconoscere il giusto valore della disciplina senza farsi condizionare da vecchi schemi.
Le Leggi Universali e la sacralità della Materia
Esiste una legge universale fondamentale: deve esserci sempre pari misura tra il dare e il ricevere. Quando questo scambio viene a mancare, si crea uno sbilanciamento che si trasforma in un effetto boomerang per entrambe le parte.
Chi prende troppo senza dare nulla in cambio accumula un debito energetico e non riesce a metabolizzare davvero il valore di ciò che riceve; chi dà troppo senza ricevere la giusta contropartita finisce per prosciugarsi e svalutare la propria arte. Inoltre, essere spirituali non significa affatto abdicare alla materia. Spiritualità e Materia sono una cosa sola: sono due facce della stessa medaglia. Senza la materia, la spiritualità non avrebbe alcun mezzo per incarnarsi ed esprimersi in questo mondo. Il denaro e il giusto pagamento non sono altro che una forma di energia materiale che stabilizza e rispetta questo flusso di scambio.
Il falso mito della gratuità dai maestri del passati a quelli di oggi
Molti centri/studio e insegnanti scelgono la strada della lezione gratuita principalmente nell'illusione di "accalappiare" il cliente a tutti i costi. Il rischio di questo approccio è finire per attirare un tipo di praticante privo di etica e di rispetto per il tempo e valori altrui, interessato unicamente all'occasione a costo zero più che a un reale percorso di crescita (e ne ho visti molti, in diversi studi, che affrontavano la lezione guardandosi le unghie delle mani o muovendosi come se stessero svolgendo un mero servizio fisico superficiale, privi di qualsiasi attitudine nella presenza).
Si sente talvolta dire, per ignoranza o superficialità, che i grandi guru non venivano pagati o che la spiritualità debba essere del tutto avulsa dal denaro. Niente di più errato. La storia parla chiaro: i maestri del passato - come Mahatma Gandhi, Paramhansa Yogananda, Jiddu Krishnamurti, Sri Aurobindo - provenivano da contesti benestanti e dedicavano il proprio tempo alla ricerca poiché sostenuti da famiglie alto locate e da veri e propri mecenati che garantivano il loro sostentamento.
E se guardiamo al mondo contemporaneo, la situazione non cambia: pensiamo a maestri di fama mondiale come Sadhguru. I suoi percorsi, i suoi eventi internazionali, la sua fondazione e i suoi programmi di trasformazione si basano su strutture organizzative imponenti, con costi proporzionati all'alto livello di valore e logistica offerto. La spiritualità moderna richiede risorse, competenze e strutture reali.
Insegnare in Occidente oggi: una realtà concreta
Noi non viviamo nell'India di secoli fa: siamo nati e operiamo nell'Occidente di oggi. Il nostro compito è tramandare la disciplina attraverso l'esperienza della vita presente. Aprire uno studio, gestire una sala, creare programmi mirati, mantenere aggiornamenti, pagare tasse, affitti, utenze e certificazioni comporta obblighi concreti ed economici. Ed é un principio che vale non solo per chi gestisce una propria struttura, ma anche per gli insegnanti che collaborano con studi terzi.
Lo stesso principio si applica ai ritiri di yoga: le critiche sui costi delle esperienze residenziali nascono spesso dalla mancata conoscenza di ciò che comporta la loro organizzazione in termini di logistica, scelta e affitti delle strutture, promozioni, cura maniacale dei dettagli, ideazione e creazione dei programmi trasformativi di yoga stessi, presenza costante dell'insegnante. Non si possono pretendere standard qualificativi elevati, ambienti curati, energia pulita e professionalità pretendendo di fare le cose a metà e di accontentarsi del minimo. L'amore, la dedizione, il tempo e l'energia di alto livello che gli insegnanti mettono ogni giorno nell'insegnamento trovano il loro naturale e dovuto riconoscimento nello scambio reciproco. Perché dare il giusto valore al lavoro di un insegnante significa, prima di tutto, dare valore al proprio percorso di crescita, di trasformazione e della vita propria.
La vera generosità di un insegnante non sta nel regalare la prova iniziale. La Generosità si manifesta in quel tempo dedicato che va sempre oltre l'orario di lezione, nell'ascolto in privato e in tutti quei bonus d'attenzione che arricchiscono il percorso. E' proprio dentro la pratica che il dono prende valore e forma.
Con Amore,
Rosie Troveri



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